Un successo sofferto, fin troppo, contro un Bari volenteroso e nulla più. Salviamo i tre punti, mai come oggi fondamentali per scacciare paure e fantasmi sempre più incombenti e buoni per la classifica ma quello visto oggi al “Barbera” è un Palermo ancora vittima delle proprie paure e delle insicurezze che hanno rischiato di compromettere una vittoria costruita meritatamente nei primi quarantacinque minuti.
In un secondo tempo giocato incomprensibilmente nella propria metà campo, la paura di prendere gol era tangibile. Il Palermo ha lasciato spazio alle avanzate dei rossi pugliesi ed ha seriamente rischiato di prendere il gol del pareggio che solo grazie alle prodezze di Desplanches, bravo oggi il portiere dell’under 21, è stato evitato. L’impressione è stata che mancasse equilibrio tra i reparti e che la difesa sia assolutamente da registrare, specialmente nella testa dei suoi interpreti principali protagonisti anche oggi di svarioni assolutamente inconcepibili per dei professionisti esperti dei campi di gioco. Poco ci mancava infatti che un incomprensibile retropassaggio di Diakitè comportasse il più clamoroso “gollonzo” della storia rosanero.
I tifosi, pochissimi, non hanno gradito tanto che alla fine buona parte della gente presente sugli spalti dell’impianto di viale del Fante ha dimostrato, fischiando, di non aver gradito l’atteggiamento troppo remissivo del Palermo e, di conseguenza, le scelte operate dal tecnico Dionisi che hanno rischiato di compromettere l’esito felice del match.
Ma non tutto è da buttare. Attenzione. Dicevamo di un buon primo tempo, giocato con discreta intensità grazie all’acume tattico a centrocampo di Verre e Ranocchia, alla spinta costante sull’out sinistro di Di Francesco ed all’opzione doppia punta in avanti, finalmente è il caso di dirlo. La presenza di Brunori accanto a Le Douaron ha permesso al francese di svariare al meglio per tutto il fronte d’attacco e di segnare sul “gong” dei primi quarantacinque minuti la rete del successo rosanero, sia pure con un tiro sporco che ha ingannato il lungagnone portiere del Bari, l’esperto Radunovic. I due costituiscono una coppia ben assortita. Speriamo tanto che l’allenatore abbia preso atto del verdetto del campo per continuare a riproporre la coppia anche domenica a Cittadella, per la prima partita del girone di ritorno.
Adesso, siamo al giro di boa. Si conclude un girone d’andata assai deficitario e con soli 24 punti in classifica, pochi, troppo pochi per chi in estate aveva dichiarato di puntare a ben altri obiettivi, come anche ammesso con franchezza in sala stampa al termine del match dal direttore sportivo rosanero, Morgan De Sanctis.
Si ricomincia già tra tre giorni in Veneto contro la bestia nera del Palermo, il Cittadella di Pandolfi che oggi ha espugnato il campo del Sudtirol grazie ad un’altra prodezza del bomber granata su assist dell’ex rosanero Masciangelo ed alle parate del portiere Kastrati.
Poi, sarà pausa, benedetta, per mettere ordine in tutti i sensi, sperando anche in mosse di mercato che portino qualità e valore aggiunto alla rosa. Un dato è quasi certo. Questo Palermo, così continuando, dovrà faticare parecchio per trovare spazio nelle zone più nobili di classifica.
Chi ha tempo non aspetti tempo. Sta per passare l’ultimo tram per cercare di dare un senso ad una stagione fin oggi, troppo al di sotto delle aspettative.
La “palla” passa adesso alla dirigenza. Attendiamo risposte concrete ed efficaci.